Ricordi… nella Metamedicina

Alcune sere fa ho partecipato a una conferenza di cui, fino a poco prima, non sapevo neppure l’esistenza, ma siccome “dovevo” esserci, una cara amica mi ha chiesto se l’accompagnavo, e così è stato. L’argomento era in grande risonanza con quello che è la mia vita e il mio modo di pensare, quindi, essendomi improvvisamente liberata da precedenti impegni (… coincidenza? Nah, visto che ho rivisto una persona che non vedevo da circa… 20 anni!!?? … caso eh!?) ho deciso che era un ottimo modo di impiegare il mio tempo.

MetamedicinaL’argomento era la Metamedicina di Claudia Rainville (la conosci?) e Susanna e Paolo (i due relatori) mi sono piaciuti parecchio per il modo rilassato, spigliato e divertito di raccontare la loro storia e il loro incontro con questo metodo pratico e utile. Ho letto il libro della Rainville parecchi anni fa (assieme ad altri autori/pensatori) e all’epoca ha portato luce e speranza nella mia vita, facendomi capire parecchie cose che all’epoca non mi sfioravano neppure.

In pratica, dice Claudia, ogni sintomo è strettamente correlato a una causa molto profonda e radicata dentro di noi, causa che viene confermata sempre dal nostro vissuto personale (e che Claudia ha riscontrato in moltissimi suoi “pazienti”) e che va risolta partendo proprio da lì, da quel nostro vissuto personale. Il metodo è pratico, semplice e utile perché, grazie a domande mirate, riesce a far arrivare chiunque lo voglia davvero, al nocciolo del problema. Può essere avvicinato grazie al libro, grazie a un corso/seminario oppure anche con l’aiuto di un terapeuta formato da Claudia, la scelta è vasta e come sempre resta a nostro insindacabile giudizio.

Aggiungo anche che NON tutti vogliono arrivare al vero perché delle cose, quindi, come sempre, solo a chi è pronto ad affrontare anche le eventuali conseguenze di questo nuovo sapere, questo metodo potrà portare un aiuto concreto. Negli altri casi, non arriverà né risuonerà alcun messaggio e passerà inosservato nella loro vita. Questo non è né un male, e neppure un bene. Si tratta della nostra esistenza e solo NOI possiamo davvero sapere cosa è bene per noi in questo preciso momento, fosse anche la cosa più “strana” immaginabile, se ci fa stare bene, è la benvenuta nella nostra vita.

Namastè!

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