Era il 1880…

e il 27 giugno di quell’anno in Alabama, a Tuscumbia, nasceva Helen Adams Keller. All’età di 19 mesi la piccola Helen venne colpita da una malattia misteriosa che la rese completamente cieca e sorda, rendendola così Helen & Anneprigioniera del suo stesso corpo. Sola e abbandonata a sé stessa, senza la possibilità di poter comunicare con il mondo esterno, condusse una vita praticamente selvaggia per i suoi primi 5 anni… finché un’educatrice ipovedente, Anne Sullivan, non riuscì a trovare il modo per aiutarla. Grazie al suo aiuto, Helen migliorò tantissimo e in bravissimo tempo riuscì a leggere e scrivere in braille. Ci vollero alcuni anni, ma all’età di 10 anni Helen iniziò a scrivere mostrando a tutto il mondo il suo grande talento e nel 1900 entrò al Radcliffe College (la prima persona sorda e cieca in tutto il mondo a seguire un corso universitario), dove ottenne la laurea in legge nel 1904, grazie alla quale divenne una grande attivista nella difesa dei diritti dei disabili, dei movimenti per la pace e per il controllo delle nascite!

Lessi la storia di Helen per caso (… ma esiste, o si tratta di sincronicità che hanno un significato particolare?) che ero ancora una bambina (ma già un’accanita lettrice di tutto quello che capitava nelle mie mani) e mi colpì tantissimo. Mi impressionò la sua forte volontà di apprendere, di riuscire a superare le barriere che la vita le aveva regalato, di andare oltre agli handicap per poter vivere la vita che desiderava. Ero affascinata dalla sua capacità di andare molto oltre gli ostacoli oggettivi, verso gli obiettivi che aveva deciso di raggiungere. Mi sembrava impossibile che una persona, per giunta una bambina potesse avere una tale forza e volontà. Ai miei occhi era una vera eroina!

Qualche anno dopo mi capitò, sempre per effetto delle famose sincronicità, di vedere anche il film tratto da u  romanzo ispirato alla sua storia (The Miracle Worker …sono riuscita a trovarlo solo in inglese) in italiano intitolato “Anna dei Miracoli” (di Arthur Penn del 1962 dove entrambe le attrici che rappresentavano le due protagoniste vinsero il premio Oscar) che ricordo aumentò, se possibile, la mia già grandissima ammirazione per questa piccola grande donna, anzi, per queste piccole GRANDI DONNE, Helen e la sua istitutrice Anna.

La storia vera di queste due anime mi è da allora di grande esempio e conforto, specie nelle giornate buie che accadono nella vita di tutti, ma mi basta ricordare le difficoltà affrontate e superate da Helen e Anne per rendermi conto di quanto sono davvero fortunata io. E con immensa gratitudine per aver condiviso la sua storia con tutti noi attraverso la scrittura che oggi ho ripensato a lei, a loro, alla vita che hanno affrontato e a come l’hanno resa un vero grande miracolo.

Namastè!

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