Le emozioni dentro a un film…

Uno dei passatempi che mi concedo con grande piacere è quello di andare al cinema. Si, so bene che entro breve tempo tutti i film (o quasi) passano in televisione, ma io amo proprio andare in una sala cinematografica, essere lì appositamente per guardare lo spettacolo che ho scelto, essere circondata dai suoni, dalle musiche e dalle immagini che “quello” specifico film mi sta regalando. E’ uno dei modi che uso per vivere al 100% il QUI E ORA, perché sono lì appositamente per quello e mi sconnetto da tutto il resto del mondo.

Solitamente non leggo mai molto sulla trama, mi piace lasciarmi sorprendere e solo dopo, conoscere e valutare. In gioco ci sono emozioni e sensazioni, non ci voglio mettere il cervello, altrimenti la magia decade!

L’ultimo film che ho deciso di seguire è sfato “La forma dell’acqua“, scelta fatta per vari motivi…

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Innanzitutto è una storia dove i sentimenti (di vario tipo e natura) la fanno da padroni, sorvolando su un certo “ramo/aspetto” violento e aggressivo (perfino troppo sottolineato e che io non ricerco mai), gli intrecci emotivi, psicologici e relazionali mi hanno stregata. La capacità di Elisa, muta a seguito di un incidente non ben identificato, di “esprimersi e urlare” nonostante tutto a ogni livello umano, è grandiosa; per non parlare del suo modo  totalitario di amare, corrisposta, qualcosa che “umano non è”! Tutto ciò rende i due protagonisti principali unici nelle loro estreme diversità e aberrazioni.

L’acqua non possiede per sua natura una vera e propria forma, ma assume sempre quella del contenitore in cui si trova, a conferma di come le emozioni, la cui culla primaria è l’acqua stessa, siano adattabili e modificabili a seconda delle situazioni vissute. Molte delle scene sono “immerse” (per non dire “sommerse”) da questa grande quantità di liquido amniotico, rendono questo film ricchissimo, emotivamente parlando, ma solo per chi sa percepirle.

Il tempo è un fiume che scorre dal passato…

Non voglio raccontarti nulla, già mi pare di averti detto troppo, ma se vuoi saperne di più non hai che da comprare un biglietto, e gustarti lo spettacolo.

Namastè!

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